L’invenzione di internet ha radicalmente cambiato la nostra vita, sia riducendo la distanza tra utenti, che generando alcuni rischi nell’ambiente sociale di ciascuno. Il confine tra vita personale e pubblica si è assottigliato drasticamente a seguito della possibilità di poter ottenere qualsiasi tipo di informazione dei singoli online. Da ormai qualche anno, le norme dell’UE per la protezione dei dati garantiscono la protezione di dati personali ogni volta che vengono utilizzati e tali norme si applicano ad aziende ed organizzazioni (pubbliche e private) nell’UE e a quelle fuori dall’UE che offrono bene o servizi nell’UE.

Il trattamento dei dati personali da parte delle scuole è sempre stato un argomento delicato da trattare e in una situazione come questa del Covid-19 è ancora più complesso. 
È da subito necessario specificare che non esiste nessun obbligo di richiedere il consenso per il trattamento dei dati, bensì le piattaforme devono limitarsi all’uso di tali dati “a quanto strettamente necessario alla fornitura dei servizi richiesti ai fini della didattica online. Scuole e università devono usare un linguaggio comprensibile anche ai minori”.
Le famiglie e gli studenti si sono posti diverse domande a riguardo, perciò sono stati messi a punto dei documenti che forniscono indicazioni precise per il corretto trattamento dei dati personali.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato un provvedimento con le prime istruzioni per l’uso (reperibile al seguente indirizzo: https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9302778 ) ed è intervenuto con apposite FAQ (domande frequenti), che abbiamo riportato qui sotto.

Domande frequenti:

  • Gli Istituti scolastici devono informare gli interessati in merito ai trattamenti dei dati personali effettuati nelle attività di didattica a distanza?

Sì. Gli istituti scolastici sono tenuti ad assicurare la trasparenza del trattamento informando, con un linguaggio facilmente comprensibile anche dai minori, gli interessati (alunni, studenti, genitori e docenti) in merito, in particolare, ai tipi di dati e alle modalità di trattamento degli stessi, ai tempi di conservazione e alle altre operazioni di trattamento, specificando che le finalità perseguite sono limitate esclusivamente all’erogazione della didattica a distanza, sulla base dei medesimi presupposti e con garanzie analoghe a quelli della didattica tradizionale.

  • La scuola può comunicare alle famiglie degli alunni l’identità dei parenti di studenti risultati positivi al COVID 19?

Spetta alle autorità sanitarie competenti informare i contatti stretti del contagiato, al fine di attivare le previste misure di profilassi. L’istituto scolastico è tenuto a fornire alle istituzioni competenti, le informazioni necessarie, affinché le stesse possano ricostruire la filiera dei contatti del contagiato, nonché, sotto altro profilo, ad attivare le misure di sanificazione recentemente disposte.

  • Le scuole possono svolgere riunioni dei docenti in video conferenza?

Per effetto della sospensione dell’attività didattica e delle riunioni degli organi collegiali in presenza, sono state attivate modalità di didattica a distanza e il ricorso al lavoro agile con riguardo ai servizi amministrativi. Per le medesime ragioni legate all’emergenza, anche alla luce delle indicazioni del Ministro per la pubblica amministrazione e del Ministero dell’Istruzione, ogni forma di riunione nell’ambito delle attività indifferibili deve essere svolta con modalità telematiche.

Luca Marras

Luca Marras

Scrive per #upcperlascuola dal lancio del progetto, vive a Gorizia e studia Relazioni Pubbliche presso l'Università degli Studi di Udine. Lavora presso un'agenzia di digital marketing.

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